L’Ucraina afferma di aver colpito 28 imbarcazioni russe in un’operazione con droni nel Mar d’Azov

L’Ucraina afferma di aver colpito 28 imbarcazioni russe in un’operazione con droni nel Mar d’Azov. Foto: Telegram @robert_magyar
L’Ucraina afferma di aver colpito 28 imbarcazioni russe in un’operazione con droni nel Mar d’Azov. Foto: Telegram @robert_magyar

L’azione avrebbe colpito 21 petroliere, quattro rimorchiatori, due navi cargo e un’imbarcazione specializzata; le forze ucraine riferiscono di 73 impatti durante la notte

Le Forze dei sistemi senza pilota delle Forze armate ucraine hanno affermato di aver colpito 28 imbarcazioni russe nel Mar d’Azov durante un’operazione condotta nelle prime ore di sabato 11 luglio.

L’Ucraina afferma di aver colpito 28 imbarcazioni russe in un’operazione con droni nel Mar d’Azov. Foto: Telegram @robert_magyar
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Secondo il comandante della forza, Robert Brovdi, noto con il nome in codice “Magyar”, gli obiettivi comprendevano 21 petroliere, quattro rimorchiatori, due navi da carico secco e un’imbarcazione specializzata. Gli operatori avrebbero registrato 73 impatti considerati efficaci nel corso dell’azione.

I numeri sono stati diffusi dalle stesse forze ucraine e non erano ancora stati verificati in modo indipendente al momento della pubblicazione di questo articolo. Non era inoltre disponibile una valutazione dettagliata sull’entità dei danni subiti da ciascuna imbarcazione.

L’Ucraina afferma di aver colpito 28 imbarcazioni russe in un’operazione con droni nel Mar d’Azov. Foto: Telegram @robert_magyar
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Secondo Brovdi, i droni ucraini hanno colpito 76 navi tra il 6 e l’11 luglio. Una parte di queste imbarcazioni è descritta da Kiev come appartenente alla cosiddetta “flotta ombra” russa, espressione utilizzata per identificare le navi impiegate in operazioni logistiche o commerciali destinate a ridurre gli effetti delle sanzioni internazionali.

L’obiettivo principale dichiarato della campagna è ostacolare il trasporto di carburante, merci e altri rifornimenti destinati alla Crimea e alle aree controllate dalla Russia nell’Ucraina meridionale.

L’Ucraina afferma di aver colpito 28 imbarcazioni russe in un’operazione con droni nel Mar d’Azov. Foto: Telegram @robert_magyar
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Traffico marittimo interrotto

Le Forze dei sistemi senza pilota hanno inoltre affermato che la sequenza di operazioni ha provocato l’interruzione del traffico navale attraverso lo Stretto di Kerč’, passaggio strategico che collega il Mar d’Azov al Mar Nero.

Fonti indipendenti avevano già segnalato restrizioni nella regione. Venerdì 10 luglio, fonti del settore marittimo hanno riferito che la Russia aveva temporaneamente sospeso la navigazione attraverso il Canale Don–Azov. Le aziende sarebbero inoltre state informate che, a partire dalle 18:10 ora locale, non sarebbero più state accettate nuove richieste di transito attraverso lo Stretto di Kerč’.

Il blocco temporaneo potrebbe influire non soltanto sulla logistica diretta in Crimea, ma anche sul trasporto commerciale russo. Il Mar d’Azov rappresenta una rotta importante per l’esportazione dei cereali prodotti nelle regioni di Rostov e Krasnodar.

Sei unità hanno partecipato all’operazione

Secondo le informazioni diffuse da Kiev, sei grandi unità specializzate nei sistemi senza pilota hanno partecipato all’azione:

414ª Brigata separata di sistemi senza pilota “Uccelli di Magyar”;
20ª Brigata separata di sistemi senza pilota “K-2”;
1º Centro separato di sistemi senza pilota;
413º Reggimento separato di sistemi aerei senza pilota “Raid”;
412ª Brigata separata di sistemi senza pilota “Nemesis”;
427ª Brigata separata di sistemi senza pilota “Rarog”.

La partecipazione simultanea di queste formazioni indica un’operazione coordinata, con diverse squadre responsabili dell’individuazione, del monitoraggio e dell’avvicinamento agli obiettivi. Le immagini diffuse dagli ucraini mostrano attacchi contro imbarcazioni in movimento e all’ancora, ma non consentono di determinare con precisione i danni strutturali.

Operazione “Spegnimento della Crimea”

Parallelamente all’azione nel Mar d’Azov, le forze ucraine hanno dichiarato di aver colpito 53 siti considerati obiettivi militari in Crimea e nelle aree occupate dell’Ucraina meridionale.

Tra gli obiettivi menzionati figurano imbarcazioni associate alla logistica russa e infrastrutture energetiche. La campagna è stata denominata “Spegnimento della Crimea” e fa parte di una strategia più ampia volta a esercitare pressione sulle reti di approvvigionamento e distribuzione dell’energia utilizzate nella penisola.

Nella notte precedente, tra il 9 e il 10 luglio, le forze ucraine avevano già riferito di attacchi contro altre 18 imbarcazioni utilizzate per il supporto logistico alla Crimea.

L’intensificazione delle operazioni dimostra la crescente importanza dei droni nella contesa per il Mar d’Azov. Questi sistemi consentono all’Ucraina di colpire obiettivi marittimi e installazioni costiere senza impiegare grandi navi di superficie, aumentando la pressione su rotte che in precedenza erano considerate relativamente protette.

Finora, le autorità russe non hanno presentato una valutazione pubblica dettagliata dei danni attribuiti all’operazione dell’11 luglio.

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Fonte e immagini: Militarnyi e Telegram @robert_magyar. Questo contenuto è stato creato con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.

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