
Un battaglione di artiglieria dell’Esercito degli Stati Uniti ha sparato i suoi ultimi colpi con il sistema M109A6 Paladin, concludendo 43 anni di operazioni con l’obice semovente durante esercitazioni a Fort Carson, in Colorado.
Secondo il sito Defence Blog, il congedo è stato effettuato dal 3º Battaglione del 29º Reggimento di Artiglieria da Campagna, unità della 4ª Divisione di Fanteria, durante l’esercitazione Ivy Mass del 7 maggio.
Oltre a completare la sua ultima certificazione come unità Paladin, il battaglione è diventato anche il primo della forza a effettuare un tiro reale utilizzando il nuovo sistema digitale Artillery Execution Suite, integrato nell’architettura Next Generation Command and Control (NGC2).

Secondo l’Esercito americano, il test ha collegato sensori e sistemi di tiro in una catena digitale quasi automatizzata, consentendo che i dati dei bersagli venissero inviati direttamente all’obice con un intervento umano minimo. Il concetto fa parte del tentativo degli Stati Uniti di accelerare il cosiddetto “sensor-to-shooter loop”, considerato cruciale nelle moderne guerre ad alta intensità.
L’M109A6 Paladin è diventato una delle principali piattaforme di artiglieria blindata dell’Esercito americano sin dagli anni ’90. Equipaggiato con un cannone da 155 mm, il sistema è stato utilizzato in conflitti come la Guerra del Golfo, l’Iraq e l’Afghanistan, diventando un punto di riferimento per diversi obici semoventi occidentali.

La transizione del battaglione fa parte di una più ampia ristrutturazione dell’Esercito degli Stati Uniti, che intende combinare sistemi da 105 mm e 155 mm in formazioni miste di artiglieria per aumentare la flessibilità operativa.
Nonostante l’addio all’M109A6, la famiglia Paladin continuerà a essere in servizio nelle versioni più recenti, come l’M109A7, attualmente impiegato nei programmi di modernizzazione dell’artiglieria americana.
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