Il primo volo semi-autonomo del drone YFQ-44A Fury di Anduril dovrebbe avvenire a breve

Il primo volo semi-autonomo del drone YFQ-44A Fury di Anduril dovrebbe avvenire a breve
Il primo volo semi-autonomo del drone YFQ-44A Fury di Anduril dovrebbe avvenire a breve (X @anduriltech)

Il primo volo del drone da combattimento YFQ-44A Fury, sviluppato dall’azienda di difesa Anduril, sarà eseguito in modalità semi-autonoma, attivato semplicemente con la pressione di un pulsante.

Questo approccio innovativo, in cui decollo, volo e atterraggio sono gestiti dall’autonomia del velivolo, è un elemento centrale della strategia dell’azienda per accelerare lo sviluppo e raggiungere rapidamente l’operatività.

Anche se il drone concorrente della General Atomics, il YFQ-42A, ha già volato ad agosto, Anduril giustifica il tempo supplementare con la complessità della scelta di dare priorità fin dall’inizio allo sviluppo del sofisticato software di autonomia – una sfida tecnica ritenuta cruciale per il successo a lungo termine.

Fonti interne all’azienda hanno confermato che diversi prototipi del Fury si trovano nella fase finale dei test a terra e che un volo inaugurale è considerato “imminente” dall’Aeronautica Militare degli Stati Uniti, forse già entro metà ottobre. L’obiettivo non è solo far volare l’aeromobile, ma convalidare sin da subito le capacità di un vero “compagno d’ala” senza pilota.

L’attenzione sullo sviluppo parallelo di hardware e software per l’“autonomia della piattaforma” punta a “saltare” fasi future, affrontando subito i passaggi più rischiosi nel programma Collaborative Combat Aircraft (CCA).

Il programma CCA dell’Aeronautica statunitense prevede l’acquisizione di 100–150 di questi velivoli entro la fine del decennio, con l’obiettivo di integrarli nella prima linea operativa. Anduril sta già pianificando l’espansione della portata del Fury, cercando opportunità di esportazione, in particolare in Europa tramite una partnership con Rheinmetall. L’azienda sottolinea tuttavia che i progetti futuri, ad esempio per la Marina degli Stati Uniti, non saranno semplici derivazioni del Fury, ma piattaforme progettate per missioni specifiche, sfruttando le esperienze e le tecnologie chiave acquisite nello sviluppo.

Fonte: The War Zone | Foto: X @anduriltech | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale

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