Il nuovo scudo antidrone russo non supera il primo test in combattimento

T-72B3A. Foto: Ministero della Difesa russo
T-72B3A. Foto: Ministero della Difesa russo

Il nuovo sistema russo di protezione attiva Arena-M, sviluppato per difendere i carri armati da droni e missili, non ha avuto il debutto sperato sul campo di battaglia.

Le informazioni provengono dal portale ucraino Militarnyi, che ha analizzato immagini diffuse sui social network. Secondo quanto riportato, poco dopo la sua entrata in servizio, un carro armato T-72B3A equipaggiato con il sistema è stato distrutto da un attacco ucraino.

Il nuovo scudo antidrone russo non supera il primo test in combattimento. Foto: Telegram @Centr_omega_NGU
Il nuovo scudo antidrone russo non supera il primo test in combattimento. Foto: Telegram @Centr_omega_NGU

Pochi giorni prima dell’incidente, la Russia aveva annunciato l’invio dei primi T-72B3A equipaggiati con l’Arena-M alle unità schierate sulla linea del fronte. Il sistema utilizza radar per rilevare le minacce in avvicinamento e lancia contromunizioni per intercettarle prima dell’impatto.

Le autorità russe affermavano che la versione aggiornata sarebbe stata in grado di neutralizzare persino i droni FPV, una delle principali minacce per i veicoli blindati nel conflitto. Tuttavia, le immagini del combattimento indicano che il sistema non è riuscito a impedire la distruzione del mezzo.

Il nuovo scudo antidrone russo non supera il primo test in combattimento. Foto: Telegram @Centr_omega_NGU
Il sistema utilizza radar per rilevare le minacce in avvicinamento. Foto: Telegram @Centr_omega_NGU

Gli esperti sottolineano che non è ancora possibile stabilire se l’Arena-M fosse attivo, se abbia subito un malfunzionamento o se sia stato superato da un attacco effettuato al di fuori della sua area di copertura. Poiché l’intera sequenza dell’attacco non è stata registrata, le circostanze esatte restano sconosciute.

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Il nuovo scudo antidrone russo non supera il primo test in combattimento

La guerra in Ucraina ha favorito una rapida evoluzione delle tecnologie antidrone, spingendo entrambe le parti a sviluppare soluzioni per proteggere i veicoli blindati dagli attacchi dei velivoli senza pilota.

Nonostante le promesse relative all’Arena-M, l’episodio evidenzia le difficoltà affrontate dai sistemi di protezione attiva di fronte alla crescente sofisticazione dei droni impiegati nel conflitto.

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Fonte e immagini: Militarnyi | Ministero della Difesa russo | Telegram @Centr_omega_NGU. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.

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