Gli USA testano un elicottero senza pilota che può portare rifornimenti alle truppe in combattimento

MQ-72C. Foto: Airbus U.S. Space & Defense
MQ-72C. Foto: Airbus U.S. Space & Defense

L’MQ-72C Lakota Connector ha fatto progressi in un test con volo autonomo, evitamento degli ostacoli e atterraggio sicuro, rafforzando la scommessa dei Marines sulla logistica senza pilota per le zone ad alto rischio.

Il Corpo dei Marines degli Stati Uniti sta osservando una sfida che potrebbe decidere il successo delle future operazioni militari: come portare rifornimenti alle truppe dispiegate in aree pericolose senza mettere a rischio i piloti.

La risposta potrebbe trovarsi nell’MQ-72C Lakota Connector, una versione autonoma basata sull’elicottero UH-72 Lakota. Il velivolo fa parte del programma Aerial Logistics Connector, creato per sviluppare una nuova capacità di trasporto logistico senza equipaggio in ambienti contesi.

Il progetto ha compiuto un altro passo importante dopo che Airbus U.S. Space & Defense, L3Harris Technologies, Shield AI e Parry Labs hanno completato il quarto test di volo autonomo del velivolo. Per la prima volta, le tecnologie delle quattro aziende hanno operato insieme a bordo di un H-145, effettuando un volo autonomo, evitando ostacoli e atterrando in sicurezza in condizioni simili a quelle di un’operazione reale.

Perché attira l’attenzione?

In una guerra moderna, rifornire le truppe può essere difficile quanto affrontare direttamente il nemico. Unità più piccole, più disperse e operative lontano dalle grandi basi devono ricevere munizioni, carburante, equipaggiamenti, pezzi di ricambio e forniture mediche anche quando lo spazio aereo è sotto minaccia.

È qui che entra in gioco l’MQ-72C. La proposta è consentire ai carichi essenziali di arrivare nelle aree a rischio senza dipendere da equipaggi umani a bordo.

A differenza di molti progetti sperimentali, il Lakota Connector non parte da zero. Utilizza una piattaforma già nota e combina questa base con sistemi di autonomia, architettura aperta e integrazione digitale. Questo può rendere il percorso verso l’impiego operativo più rapido, economico e meno rischioso.

Un velivolo che può evolversi con la missione

L’MQ-72C è stato sviluppato con un approccio modulare, noto come MOSA, che consente di integrare nuove tecnologie con maggiore facilità. In pratica, significa che il velivolo può ricevere nuovi sensori, software, sistemi di missione e futuri carichi utili senza dover essere completamente riprogettato.

Questa caratteristica è importante perché i conflitti attuali cambiano rapidamente. Un sistema logistico autonomo deve adattarsi a nuove minacce, nuove rotte e nuove missioni.

Oltre al trasporto di rifornimenti, in futuro la piattaforma potrà ricevere anche capacità aggiuntive, come sensori di intelligence dei segnali e sistemi lanciati dal velivolo.

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Fonte e immagini: l3harris | Airbus U.S. Space & Defense. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale.

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