
DARPA, la divisione di ricerca scientifica e tecnologica del Pentagono, si sta preparando a lanciare un computer neurale per future applicazioni di difesa, iniziando con l’organizzazione di un workshop industriale per il programma O-Circuit.
Mercoledì scorso (8), l’Ufficio delle Tecnologie Biologiche della Defense Advanced Research Projects Agency ha pubblicato un avviso speciale sul workshop, che si terrà venerdì (10) ad Arlington, in Virginia. Durante l’evento, aziende, università e team di ricerca saranno informati sul programma pianificato e invitati a formare squadre per future proposte.
L’iniziativa, formalmente intitolata Intelligenza organoide citomorfica risultante da comprensione convergente e trasferimento di informazioni, si concentra sullo sviluppo di quelle che l’agenzia definisce unità di elaborazione biologica (BPU), come alternativa ai processori tradizionali basati sul silicio.
L’obiettivo del programma è affrontare una questione molto rilevante per il Pentagono, che riguarda le alternative all’uso di strumenti avanzati di intelligenza artificiale in ambienti in cui l’energia è scarsa e l’accesso a grandi infrastrutture di calcolo è limitato.
Sebbene i chip convenzionali rimangano efficaci in installazioni fisse e ambienti ben supportati, le loro richieste energetiche diventano una sfida per l’uso prolungato in aree remote, in particolare per le applicazioni di IA che richiedono addestramento e processi decisionali in tempo reale.
In risposta, la DARPA ha deciso di andare oltre i semiconduttori e rivolgere la propria attenzione alla biologia. Invece di cercare di imitare il cervello tramite software o hardware specializzato, il programma O-Circuit si concentra sull’uso di neuroni vivi e strutture neurali basate su organoidi come vero e proprio mezzo di calcolo.
L’obiettivo è migliorare le capacità di apprendimento, inferenza e memoria dei sistemi di tessuto neurale affinché possano funzionare come processori pratici in ambienti militari “edge”, riducendo notevolmente il consumo energetico, poiché i sistemi neurali biologici elaborano le informazioni utilizzando molta meno energia rispetto ai moderni processori digitali.
Il programma è strutturato come uno sforzo di 42 mesi suddiviso in tre fasi e due principali aree di attività. Nella prima fase, denominata “Architecture”, ci si concentrerà sulla costruzione delle BPU. Successivamente, per testare se questi sistemi stanno realmente apprendendo, la DARPA utilizzerà il gioco arcade Pac-Man per valutare la capacità del sistema di imparare dai propri errori nel corso dei tentativi.
La seconda area di attività porterà il concetto oltre il laboratorio. Conosciuta come “Action”, questa parte del programma combina il processore biologico con un sistema biologico di rilevamento degli odori e una piattaforma di navigazione per droni. L’obiettivo è creare un sistema integrato di calcolo sensoriale in grado di rilevare firme olfattive e guidare autonomamente un drone verso la fonte.
Oltre al suo utilizzo previsto per la navigazione dei droni, uno degli obiettivi operativi più chiari del programma è la capacità di rilevare, identificare e localizzare autonomamente sostanze chimiche volatili attraverso l’olfatto.
In termini pratici, la DARPA sta valutando se un sistema di rilevamento ed elaborazione basato sulla biologia possa guidare piattaforme autonome verso specifiche firme chimiche in condizioni reali.
Il processo di acquisizione richiede contratti prototipo del tipo “Other Transaction”, con la presentazione dei riassunti entro l’11 maggio 2026, seguiti da presentazioni orali per i team selezionati. La DARPA prevede che la prima fase dei lavori inizi già a novembre di quest’anno.
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