Gli Stati Uniti allestiscono una struttura in Australia per le operazioni dei sottomarini nucleari

Il sottomarino d’attacco di classe Virginia USS Hawaii (SSN 776) lascia HMAS Stirling il 10 settembre 2024, segnando la fine di uno storico periodo di manutenzione dei sottomarini nell’Australia Occidentale.
Il sottomarino d’attacco di classe Virginia USS Hawaii (SSN 776) lascia HMAS Stirling il 10 settembre 2024, segnando la fine di uno storico periodo di manutenzione dei sottomarini nell’Australia Occidentale.

La decisione, annunciata il 10 giugno 2026, fa parte dei preparativi per la creazione della Submarine Rotational Force-West (SRF-West), una struttura che consentirà la rotazione di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare degli Stati Uniti e del Regno Unito dal territorio australiano. L’iniziativa è legata all’accordo AUKUS, una partnership strategica tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti volta a rafforzare la sicurezza nell’Indo-Pacifico.

Il nuovo CSS-3 avrà il compito di integrare il personale militare statunitense con i team della Royal Australian Navy, creando la base di manutenzione, logistica e supporto operativo per i sottomarini statunitensi e britannici che opereranno da HMAS Stirling. Le rotazioni dei sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, noti con la sigla SSN, dovrebbero iniziare nel 2027.

USS Vermont (SSN 792)
USS Vermont (SSN 792). Foto: US Navy

Perché è importante? In pratica, la riattivazione dello squadrone aggiunge un altro elemento importante allo scacchiere strategico dell’Indo-Pacifico, una regione segnata da dispute marittime, rotte commerciali vitali e crescente competizione militare. Mantenendo i sottomarini più vicini all’area operativa, gli Stati Uniti cercano di aumentare la capacità di risposta, ridurre i lunghi spostamenti e rafforzare la deterrenza regionale.

Il comandante della Forza sottomarina della Flotta del Pacifico, il contrammiraglio Chris Cavanaugh, ha affermato che la presenza di uno squadrone avanzato aumenta l’agilità e la prontezza delle operazioni. Secondo lui, il CSS-3 consentirà a sottomarini ed equipaggi di rispondere più rapidamente a sostegno delle missioni congiunte degli Stati Uniti nella regione.

Il Submarine Squadron 3 non è una nuova unità. Lo squadrone aveva già operato da Pearl Harbor, nelle Hawaii, prima di essere disattivato nel febbraio 2012. Ora, più di un decennio dopo, torna con una funzione diversa: contribuire a costruire l’infrastruttura che sosterrà la futura flotta australiana di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, ma armati convenzionalmente.

La Marina degli Stati Uniti ha inoltre comunicato che il Pearl Harbor Naval Shipyard and Intermediate Maintenance Facility creerà un distaccamento di manutenzione e logistica nell’Australia Occidentale a metà del 2026. Questo gruppo sarà responsabile della supervisione e dell’esecuzione della manutenzione intermedia sui sottomarini statunitensi legati alla SRF-West, oltre a proseguire l’addestramento dei professionisti australiani.

USS Hawaii (SSN 776). Foto: Dvidshub
USS Hawaii (SSN 776). Foto: Dvidshub

Finora, circa 20 manutentori civili australiani e 25 sommozzatori e militari di supporto della Royal Australian Navy hanno già completato l’addestramento presso il cantiere navale di Pearl Harbor. Altri oltre 230 professionisti stanno ancora seguendo l’addestramento nelle Hawaii, in un processo considerato essenziale affinché l’Australia sviluppi in futuro una propria capacità di mantenere sottomarini a propulsione nucleare.

La trasformazione di HMAS Stirling, una base navale australiana, in un punto di supporto internazionale per alcuni dei sottomarini più avanzati al mondo. Invece di limitarsi a ricevere imbarcazioni in visite occasionali, la struttura disporrà di infrastrutture permanenti di supporto, manutenzione, logistica e integrazione tra forze alleate.

I sottomarini d’attacco a propulsione nucleare non trasportano necessariamente armi nucleari. Nel caso dell’AUKUS, la proposta riguarda sottomarini con propulsione nucleare, che consente maggiore autonomia, velocità sostenuta e capacità di rimanere operativi per lunghi periodi. L’Australia cerca proprio questa tecnologia per sostituire l’attuale generazione di sottomarini convenzionali e ampliare la propria presenza navale in acque strategiche.

La riattivazione del CSS-3, insieme alla creazione della Naval Support Activity Stirling, mostra che l’AUKUS sta passando dalla fase degli annunci politici alla fase pratica di infrastrutture, addestramento e presenza operativa. Più che un semplice adeguamento amministrativo, il ritorno dello squadrone segnala un cambiamento a lungo termine nella postura navale alleata nell’Indo-Pacifico.

Fonte e immagini: cpf.navy.mil. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale.

Back to top