
BYD ha iniziato l’arrivo dello Shark sul mercato europeo, segnando l’ingresso del marchio cinese nel segmento dei pick-up ibridi plug-in. Il modello combina doppia cabina, trazione integrale, autonomia elettrica per l’uso urbano e prestazioni superiori allo standard normalmente visto tra i pick-up alimentati a diesel.
Con 5,46 metri di lunghezza e un passo di 3,26 metri, il BYD Shark punta su una proposta che unisce uso familiare, lavoro e tempo libero. Il pick-up dispone di una cabina per cinque occupanti, un cassone con 1.200 litri di volume e una capacità di traino fino a 2.500 kg, numeri che lo collocano nel territorio dei pick-up medi venduti in Europa.

Il principale punto di forza si trova nel gruppo meccanico. Lo Shark utilizza la tecnologia Super Hybrid DMO, acronimo di Dual Mode Off-road, composta da un motore benzina 1.5 turbo e due motori elettrici, uno su ciascun asse. La combinazione eroga 436 CV e 650 Nm di coppia, consentendo di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi. Per un pick-up con telaio a longheroni e orientato anche all’uso fuoristrada, si tratta di una prestazione notevole.
Nonostante la potenza, la strategia di BYD è vendere lo Shark come un’alternativa più efficiente ai tradizionali pick-up diesel. La batteria Blade da 32,2 kWh permette di percorrere fino a 55,9 miglia in modalità completamente elettrica nel ciclo WLTP, l’equivalente di circa 90 km. Con la batteria carica e il serbatoio pieno, l’autonomia totale dichiarata arriva a 419 miglia, circa 674 km.

Nella pratica, il sistema ibrido può funzionare in modi diversi. Nei percorsi urbani, il pick-up dà priorità ai motori elettrici, mentre il motore a combustione può agire come generatore. In situazioni di maggiore richiesta, come accelerazioni decise o viaggi a ritmo più costante, il sistema può combinare il motore a benzina e quelli elettrici per offrire più prestazioni o efficienza, a seconda delle necessità.
Lo Shark è stato pensato anche per l’uso su terreni vari. Il modello dispone di trazione integrale intelligente, modalità specifiche per sabbia, fango, neve e ghiaia, oltre a sospensioni indipendenti con doppio braccio oscillante su entrambi gli assi. L’altezza libera dal suolo arriva a 230 mm senza carico, mentre gli angoli di attacco e uscita sono rispettivamente di 31° e 19,3°.

Un’altra funzione che richiama l’attenzione è il Vehicle-to-Load, che consente di usare l’energia del pick-up per alimentare apparecchiature esterne. BYD indica una potenza fino a 6,6 kW, distribuita tramite due prese, una soluzione utile sia nei luoghi di lavoro sia nelle attività ricreative, come campeggi o viaggi.

All’interno, lo Shark cerca di allontanarsi dall’immagine di pick-up puramente utilitario. Il pacchetto include quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, sistema multimediale da 15,6 pollici, head-up display, sedili anteriori riscaldati e ventilati, caricatore wireless per smartphone, impianto audio Dynaudio con 12 altoparlanti, telecamera a 360° e integrazione wireless con Apple CarPlay e Android Auto.
Anche la lista dei sistemi di sicurezza è ampia. Il modello offre cruise control adattivo, avviso di collisione anteriore e posteriore, assistente al mantenimento della corsia, monitoraggio dell’angolo cieco, avviso di traffico trasversale, sette airbag, punti ISOFIX e sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici.

In Europa, il BYD Shark sarà venduto in un’unica versione di allestimento, con prezzo di partenza di 47.290 sterline, tasse incluse nel Regno Unito. Gli ordini sono già aperti e le prime consegne sono previste per il quarto trimestre del 2026.
Con lo Shark, BYD tenta di occupare uno spazio ancora poco esplorato nel mercato europeo: quello dei pick-up elettrificati con reale capacità di lavoro, ma con comfort, tecnologia e prestazioni più vicini a quelli dei SUV moderni. La scommessa mostra come l’elettrificazione stia iniziando ad avanzare anche in segmenti tradizionalmente dominati dal diesel.
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Fonte e immagini: BYD. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione.
