
Il futuro dei caccia aggressor della Marina degli Stati Uniti potrebbe subire un cambiamento significativo con la possibile sostituzione dei veterani F-5 Tiger II con gli F/A-18E/F Super Hornet.
La misura arriva in un contesto di crescente necessità di addestramenti più realistici per affrontare minacce moderne, in particolare velivoli cinesi avanzati come il J-16 Flanker.
Nonostante gli ampi aggiornamenti effettuati nell’ambito del programma ARTEMIS, gli F-5 restano velivoli basati su un progetto datato, concepito originariamente durante la Guerra Fredda. La Marina statunitense riconosce che, anche dopo le modernizzazioni, questi caccia non sono più in grado di riprodurre adeguatamente le prestazioni e i sensori degli aerei di quarta e quinta generazione, un aspetto essenziale negli attuali scenari di combattimento.

I Super Hornet si presentano come una soluzione più capace per il ruolo di “red air”, grazie al radar AESA AN/APG-79, ai sensori avanzati, ai sistemi IRST e alle migliori prestazioni aerodinamiche. Inoltre, il caccia possiede caratteristiche di volo che consentono di simulare le minacce moderne con maggiore fedeltà, offrendo un addestramento più impegnativo ai piloti imbarcati.
Allo stesso tempo, gli Stati Uniti continuano ad ampliare l’impiego di velivoli aggressor più sofisticati, inclusi gli F-35 dedicati a questa missione e i futuri droni collaborativi CCA. In questo scenario, i tradizionali F-5 sembrano avviarsi verso la conclusione della loro lunga carriera nella Marina americana, chiudendo un capitolo storico strettamente legato all’eredità di Top Gun e all’addestramento al combattimento aereo dell’epoca della Guerra Fredda.

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Fonte: The War Zone | Foto: Navair | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale
