Video: India testa con successo il sistema di espulsione per caccia a 800 km/h

Sistema indiano di espulsione per aeromobili durante i test. Dicembre 2025. Foto: DRDO
Sistema indiano di espulsione per aeromobili durante i test. Dicembre 2025. Foto: DRDO

L’India ha compiuto un altro passo significativo verso l’autonomia tecnologica nel settore aerospaziale militare, portando a termine con successo test dinamici ad alta velocità del proprio sistema di espulsione per caccia, effettuati a 800 km/h.

Le informazioni sono state diffuse dall’Organizzazione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa (DRDO).

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Gli esperimenti si sono svolti nel complesso di test Rail Track Rocket Sled, dove la cabina è stata accelerata fino a 800 km/h utilizzando motori a razzo a propellente solido. Al culmine della simulazione, il sistema ha espulso con precisione un manichino pilota, dimostrando l’efficacia del seggiolino eiettabile e dei relativi meccanismi di sicurezza.

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I test sono stati condotti in collaborazione con l’Aeronautics Development Agency (ADA) e la Hindustan Aeronautics Limited (HAL), integrando sforzi strategici per rafforzare la capacità nazionale di sviluppare aeromobili militari.

Sistema indiano di espulsione per aeromobili durante i test. Dicembre 2025. Foto: DRDO
Sistema indiano di espulsione per aeromobili durante i test. Dicembre 2025. Foto: DRDO

Secondo la DRDO, questo tipo di valutazione dinamica è estremamente complesso e colloca l’India nel ristretto gruppo di paesi con infrastrutture avanzate per test interni dedicati ai sistemi di evacuazione dei piloti — un club che comprende Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, India e Svezia.

Importanza dei test dinamici

A differenza dei test statici, le prove di espulsione dinamica simulano condizioni reali di volo, consentendo di verificare come il seggiolino eiettabile e l’abitacolo si comportino ad alta velocità, sotto vibrazioni e intense forze aerodinamiche.

Sistema indiano di espulsione per aeromobili durante i test. Dicembre 2025. Foto: DRDO
Sistema indiano di espulsione per aeromobili durante i test. Dicembre 2025. Foto: DRDO

L’espulsione da aeromobili militari avviene solo in situazioni critiche, come gravi guasti o danni durante combattimenti. Il processo, che dura circa quattro secondi, coinvolge l’attivazione di un dispositivo esplosivo sotto il seggiolino che lancia il pilota fuori dal cockpit. Successivamente, i sensori calcolano il momento ideale per l’apertura del paracadute, garantendo un atterraggio sicuro.

In caso di emergenza, il pilota o copilota ripete il comando verbale “espellere” e aziona la leva, facendo partire l’intera sequenza automatica — dalla separazione del seggiolino al dispiegamento del paracadute. Nel maggio di quest’anno, un sistema simile ha salvato la vita a un pilota ucraino di F-16 dopo un’avaria in combattimento.

Il club dei produttori di seggiolini eiettabili

La produzione di sistemi completi di espulsione è dominata da pochi paesi. Tra i produttori di seggiolini eiettabili figurano:

  • Regno Unito
  • Stati Uniti
  • Russia
  • Cina
  • Francia
  • India
  • Svezia

La britannica Martin-Baker è leader mondiale nel settore, con seggiolini installati su aeromobili come F-35, Gripen, Eurofighter Typhoon, Mirage e in parte sul F-16. La rilevanza strategica di questi sistemi è tale che, dopo la Guerra delle Malvinas, il Regno Unito impose embarghi che impedirono all’Argentina di ricevere componenti essenziali — bloccando persino la consegna dei caccia Super Étendard.

Altri paesi sviluppano seggiolini eiettabili principalmente per le proprie esigenze nazionali. La svedese Saab, ad esempio, produce sistemi integrati nel JAS 39 Gripen, alcuni dei quali in collaborazione con Martin-Baker e destinati a futuri operatori, come l’Ucraina.

Fonte e immagini: Defence Research and Development Organisation – DRDO | militarnyi. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA ed è stato revisionato dal team editoriale.

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