
Un cacciatorpediniere cinese di tipo 052D, identificato come Guilin, e una nave della Guardia Costiera cinese si sono scontrati mentre tentavano di intercettare una motovedetta filippina nelle acque contese di Bajo de Masinloc, nel Mar Cinese Meridionale.
L’incidente è stato riportato da Jay Tarriela, portavoce della Guardia Costiera delle Filippine, in un post su X (ex Twitter).
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Secondo Tarriela, le navi cinesi stavano effettuando una manovra per bloccare un gruppo di pescatori filippini diretti verso la zona in mattinata. La Guardia Costiera filippina aveva inviato le unità BRP Teresa Magbanua, BRP Suluan e MV Pamamalakaya nell’ambito dell’iniziativa Kadiwa ng Bagong Bayaning Mangingisda, volta a sostenere i pescatori locali. In quel momento, circa 35 imbarcazioni da pesca filippine si trovavano nell’area.
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Durante l’operazione, la nave della Guardia Costiera cinese CCG 3104 ha inseguito in modo aggressivo la BRP Suluan, effettuando una rischiosa manovra a dritta che ha portato alla collisione con il cacciatorpediniere Guilin. L’impatto ha causato la caduta in mare di diversi membri dell’equipaggio cinese presenti sul ponte.

La nave della Guardia Costiera cinese ha riportato gravi danni, compromettendo la sua galleggiabilità e aumentando il rischio di affondamento. Subito dopo l’incidente, le forze filippine hanno offerto assistenza nelle ricerche dei membri dell’equipaggio dispersi e fornito cure mediche ai feriti. Parallelamente, hanno scortato con successo i pescatori in una zona sicura, dove hanno ricevuto carburante e rifornimenti.
Rappresentanti della Guardia Costiera filippina hanno accusato le forze marittime cinesi di comportamento non professionale, sottolineando che l’incidente riflette l’escalation della tensione nella disputa territoriale, caratterizzata da blocchi e uso di cannoni ad acqua da entrambe le parti.
L’episodio si inserisce nel contesto della persistente disputa sulle acque del Mar Cinese Meridionale. Le Filippine mantengono una presenza attiva, in particolare nell’area di Sabina Shoal, nonostante le provocazioni e le richieste cinesi. Nel 2016, il Tribunale Arbitrale dell’Aia ha respinto le rivendicazioni territoriali di Pechino, ma la Cina si rifiuta di riconoscere la sentenza e continua a condurre operazioni aggressive nella zona.

Fonte e immagini: Jay Tarriela, portavoce della Guardia Costiera delle Filippine. X @jaytaryela. Contenuto creato con l’assistenza dell’IA e revisionato dalla redazione.
