
Martedì sera (18), l’Aeronautica israeliana ha condotto una delle più grandi offensive aeree contro obiettivi strategici in Iran degli ultimi anni. Secondo fonti militari, 40 caccia hanno partecipato all’operazione, lanciando oltre 100 munizioni di precisione contro decine di obiettivi militari distribuiti tra Teheran e altre regioni del Paese.
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Tra i principali obiettivi dell’offensiva figura un reattore nucleare inattivo situato nella regione di Arak, la cui costruzione iniziò nel 1997, ma venne interrotta a causa della pressione internazionale. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), la struttura di contenimento del reattore — elemento essenziale per la produzione di plutonio — è stata colpita con l’obiettivo di rendere impossibile qualsiasi futuro utilizzo militare del sito.
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L’azione, coordinata sulla base di informazioni d’intelligence dettagliate, fa parte di una campagna continua delle IDF per indebolire il programma nucleare iraniano che, nonostante gli accordi precedenti, è ancora considerato una potenziale minaccia da Israele e dai suoi alleati occidentali.
Sebbene l’Iran abbia annunciato negli ultimi anni la conversione del reattore per limitarne il potenziale bellico, le autorità israeliane sostengono che Teheran non abbia deliberatamente completato tale conversione, al fine di mantenere il reattore come strumento di pressione politica sull’Occidente.

L’attacco al reattore ha preso di mira specificamente il componente destinato alla produzione di plutonio, con l’intento di impedirne il riutilizzo nella fabbricazione di armi nucleari.
Fonte e immagini: Telegram @hidf_telegram. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale.
