
La Marina degli Stati Uniti ha effettuato, per la prima volta, il lancio operativo del drone LUCAS (Low-Cost Uncrewed Combat Attack System) da una nave da guerra.
L’operazione si è svolta il 16 dicembre, quando un esemplare del sistema è stato lanciato dal ponte di poppa dell’USS Santa Barbara, nave della classe Independence, mentre l’unità era impegnata in missioni nel Golfo Persico.
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Secondo informazioni ufficiali, il lancio è stato condotto da team della Task Force 59 del Comando Centrale Navale degli Stati Uniti (NAVCENT) e ha utilizzato un propulsore a razzo, dimostrando la fattibilità dell’impiego del LUCAS da piattaforme navali. L’iniziativa amplia in modo significativo le opzioni operative delle forze statunitensi, consentendo l’uso di questi droni sia in ambienti marittimi sia da postazioni terrestri.
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Il test avviene appena due settimane dopo l’annuncio della creazione della Task Force Scorpion Strike (TFSS) in Medio Oriente. La nuova forza operativa è stata concepita per impiegare i droni d’attacco LUCAS e conta attualmente su circa due dozzine di militari responsabili dell’implementazione e dell’operazione del sistema nella regione. Il 3 dicembre era già stato confermato l’arrivo in Medio Oriente della prima unità di combattimento statunitense equipaggiata con questi droni.
Autorità statunitensi affermano che la creazione della TFSS rappresenta un cambiamento strategico diretto nell’equilibrio regionale, in particolare nei confronti dell’Iran, che fa ampio uso di droni del tipo Shahed-136 tramite gruppi alleati e strutture proxy. Tuttavia, secondo fonti ufficiali, i droni LUCAS non hanno ancora ricevuto testate, trovandosi in una fase iniziale di dispiegamento operativo.
Sistema LUCAS

Sviluppato dall’azienda SpektreWorks, con sede nello Stato dell’Arizona, il LUCAS è stato progettato come una piattaforma senza equipaggio a basso costo e ad alta flessibilità, con un focus iniziale sul supporto alle operazioni nell’Indo-Pacifico, ma con un impiego crescente anche in altri teatri.
Il sistema adotta un’architettura aperta, che consente l’integrazione di diversi carichi utili per missioni di ricognizione, attacco e comunicazione. Il drone è riutilizzabile e può essere lanciato sia da catapulte terrestri sia tramite propulsori a razzo, come dimostrato nel lancio dall’USS Santa Barbara.
Oltre all’impiego come piattaforma d’attacco, il LUCAS è inoltre previsto per operare come ripetitore di comunicazioni all’interno della rete cellulare multidominio dei sistemi senza equipaggio degli Stati Uniti. Questa capacità dovrebbe rafforzare le comunicazioni sicure tra le forze statunitensi e alleate in ambienti in cui le reti tradizionali risultano degradate o sotto minaccia.
Dal punto di vista visivo, il LUCAS presenta somiglianze con il drone iraniano-russo Shahed-136 (Geran-2), adottando un’ala a delta triangolare e un motore a pistoni. Il costo stimato di ciascuna unità è di circa 35.000 dollari USA, un valore significativamente inferiore rispetto alle munizioni statunitensi tradizionali a lungo raggio, rafforzando il concetto di impiego massivo e a basso costo.

Con questo lancio, la Marina degli Stati Uniti compie un ulteriore passo avanti nel concetto di integrazione di droni d’attacco a basso costo nell’ambiente navale, segnalando una nuova fase nell’adattamento operativo di fronte alle minacce asimmetriche contemporanee.
Fonte e immagini: U.S. Navy | Militarnyi. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione.
