
L’Unione Europea valuta di rafforzare le proprie frontiere orientali con la creazione di un “muro di droni“, proposta presentata dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
La misura mira a rafforzare la sicurezza contro le minacce provenienti dalla Russia, con pattugliamenti aerei costanti tramite droni e integrazione in un sistema di monitoraggio terrestre via satellite. L’idea nasce in un contesto di crescenti tensioni, segnato di recente dall’invasione di droni russi nello spazio aereo polacco.
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Il progetto conta sul sostegno di paesi come Polonia, Estonia e Lituania, che già spingevano per investimenti nella protezione delle frontiere. Parte delle risorse del programma europeo SAFE sarà destinata all’iniziativa, con la possibilità di acquistare droni da ricognizione, combattimento e difesa aerea anche al di fuori dello Spazio Economico Europeo, inclusi fornitori ucraini. La Polonia ha ricevuto il finanziamento maggiore, pari a 51,4 miliardi di dollari, mentre i paesi baltici hanno totalizzato circa 17,3 miliardi di dollari.
Parallelamente, queste nazioni portano avanti progetti propri di difesa. La Polonia sviluppa il cosiddetto “Scudo Orientale”, con fortificazioni, basi e infrastrutture destinate alla rapida mobilitazione delle truppe. Estonia, Lettonia e Lituania, invece, lavorano alla costruzione della Linea di Difesa Baltica, che prevede centinaia di bunker e barriere strategiche entro il 2025.
Entrambi i progetti uniscono ostacoli fisici a risorse moderne di sorveglianza, consolidando una strategia di protezione congiunta nell’Europa orientale.
Fonte: Militarnyi | Foto: X @front_ukrainian | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale
Europe is in a fight.
A fight for our liberty and our ability to determine our destiny for ourselves.
This must be Europe’s Independence Moment.
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— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) 10 settembre 2025
