
Il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SSU) ha riferito che, nel corso del 2025, droni ucraini sono stati impiegati in operazioni che hanno portato alla distruzione di decine di sistemi russi di difesa aerea.
Secondo l’istituzione, le azioni hanno preso di mira diversi livelli della rete di sorveglianza e intercettazione antiaerea.
Le immagini diffuse dallo stesso SSU indicano la distruzione di quattro radar di guida 92N6E e di una stazione radar 96L6E, componenti del sistema missilistico antiaereo S-400 Triumph, oltre a tre veicoli appartenenti al complesso. Sarebbero stati inoltre neutralizzati due radar di guida 9S32 del sistema S-300V, progettato per rilevare e ingaggiare bersagli balistici.
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Secondo il comunicato, i droni ucraini hanno colpito anche un sistema di difesa aerea Buk-M1/2, inclusi il radar di guida e tracciamento 9S36(M) e il lanciatore-caricatore 9A39.
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Il bilancio diffuso menziona inoltre la distruzione di tre sistemi Pantsir-S2, due Tor-M2, un Tor-M2D, nonché radar ST-68 e P-18 Terek e un cannone antiaereo ZU-23-2.
Anche il sistema radar Nebo avrebbe subito perdite significative. L’SSU afferma che due posti di comando Nebo-M, quattro complessi Nebo-U, due Nebo-SVU e moduli radar Nebo-M nelle bande decimetrica e metrica sono stati distrutti durante le operazioni.
Infine, il comunicato indica che i droni ucraini hanno colpito radar russi meno comuni, identificati come Adversary-GE e Gamma-D. Le informazioni e le immagini diffuse provengono dallo stesso Servizio di Sicurezza dell’Ucraina e non sono state verificate in modo indipendente.
Fonte e immagini: Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SSU) | Telegram @SBUkr. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione.
