
Lo scorso fine settimana, l’Ucraina ha lanciato un’audace offensiva contro la Russia utilizzando droni FPV (visuale in prima persona). L’operazione ha portato alla distruzione di 41 velivoli militari russi, inclusi bombardieri Tu-95 e aerei da ricognizione A-50, oltre a un ponte.
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Video: Le immagini mostrano un attacco preciso con droni effettuato dal SBU
L’operazione, denominata “Ragnatela”, è stata pianificata per un anno e mezzo e ha coinvolto l’invio clandestino di droni camuffati all’interno di camion verso basi aeree in territorio russo. I dispositivi sono stati nascosti sui tetti dei magazzini e attivati a distanza, provocando danni stimati in 7 miliardi di dollari all’aviazione russa.
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I droni FPV utilizzati sono modelli civili, impiegati normalmente per riprese sportive. Economici e leggeri, costano meno di 530 dollari ciascuno, il che ne facilita la produzione su larga scala. La loro autonomia varia da 5 a 20 km a seconda del modello e del carico utile. L’Ucraina ha adattato modelli specifici per il combattimento, come il “Baba Yaga”, che può trasportare fino a 15 kg di esplosivo e operare anche di notte grazie a telecamere termiche.
Controllati da piloti a terra tramite immagini in tempo reale, i droni FPV si distinguono per agilità e difficoltà d’intercettazione, diventando così un’arma di guerra estremamente efficace.
Fonte: X @DefenceU | Immagini: Telegram @army_tv | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione
On June 1, the Security Service of Ukraine carried out a brilliant operation— on enemy territory, targeting only military objectives, specifically the equipment used to strike Ukraine. Russia suffered significant losses.
In total, 117 drones were used in the operation – with a… pic.twitter.com/PeD1lTx9Nw
— Defense of Ukraine (@DefenceU) June 2, 2025
