Rheinmetall e Harbinger creano camion autonomi per l’Esercito degli Stati Uniti

Rheinmetall e Harbinger creano camion autonomi per l’Esercito degli Stati Uniti. Foto: Harbinger
Rheinmetall e Harbinger creano camion autonomi per l’Esercito degli Stati Uniti. Foto: Harbinger

Rheinmetall e la startup americana Harbinger hanno annunciato una partnership per sviluppare camion militari robotici destinati all’Esercito degli Stati Uniti.

Il progetto punta su veicoli terrestri senza equipaggio in grado di operare in missioni logistiche, di ricognizione e di supporto nelle zone di combattimento, riducendo l’esposizione dei soldati in aree ad alto rischio. L’iniziativa combina l’esperienza militare di American Rheinmetall nell’integrazione dei sistemi da combattimento con il telaio ibrido-elettrico di Harbinger, progettato fin dall’inizio per operazioni autonome. La piattaforma utilizza la tecnologia drive-by-wire, che sostituisce i comandi meccanici con sistemi elettronici, permettendo al veicolo di essere controllato da remoto o di operare senza conducente.

Un altro elemento di rilievo del progetto è il sistema ibrido con batterie e un estensore di autonomia alimentato a benzina. Oltre ad aumentare l’autonomia operativa in regioni prive di infrastrutture di ricarica, il veicolo può anche funzionare in modalità silenziosa, riducendo la sua firma termica e acustica contro sensori nemici e droni di sorveglianza.

Rheinmetall e Harbinger creano camion autonomi per l’Esercito degli Stati Uniti. Foto: Harbinger
Rheinmetall e Harbinger creano camion autonomi per l’Esercito degli Stati Uniti. Foto: Harbinger

Secondo le aziende, l’obiettivo è creare veicoli abbastanza economici da poter essere prodotti su larga scala e sufficientemente robusti da resistere alle condizioni di combattimento. Le prime dimostrazioni congiunte della piattaforma per l’Esercito degli Stati Uniti sono previste ancora durante l’estate del 2026.

Fonte: Defence Blog | Foto: Harbinger | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale

Back to top