Migliaia di pezzi di aerei da combattimento scompaiono da un deposito dell’Aeronautica Militare italiana

Migliaia di parti di aerei da combattimento scompaiono da un deposito dell’Aeronautica Militare italiana
Migliaia di parti di aerei da combattimento scompaiono da un deposito dell’Aeronautica Militare italiana (Foto: Wikimedia Commons)

Migliaia di componenti critici per aeromobili militari sono scomparsi da un magazzino dell’Aeronautica Militare italiana a Brindisi, nel sud dell’Italia.

Secondo Euronews, è stata avviata un’indagine per accertare le circostanze della scomparsa di quasi 2.500 componenti aeronautici per velivoli militari, per un valore stimato di circa 17 milioni di euro.

Tra gli articoli scomparsi figurano moduli e sistemi elettronici per i cacciabombardieri Panavia Tornado, gli aerei d’attacco AMX International e i velivoli da trasporto Lockheed C-130 Hercules.

Circa una dozzina di persone sono finite sotto indagine da parte della procura di Roma e della procura militare. Tra queste vi sono alti funzionari della logistica dell’Aeronautica, generali e dirigenti di una società esterna responsabile della manutenzione dei materiali nel magazzino di Brindisi.

Non si tratta di normali pezzi di ricambio, bensì di componenti critici necessari per il funzionamento sicuro degli aeromobili militari. Tali componenti vengono normalmente tracciati attraverso registri militari, codici di inventario e protocolli della NATO.

Gli investigatori stanno esaminando come componenti soggetti a rigorosi controlli contabili possano essere scomparsi dai registri ufficiali prima ancora di essere rimossi fisicamente dallo stoccaggio.

Migliaia di parti di aerei da combattimento scompaiono da un deposito dell’Aeronautica Militare italiana
(Foto: Wikimedia Commons)

Uno dei principali filoni dell’indagine riguarda la “dismissione” dei certificati rilasciati per alcuni pezzi dopo che questi erano già scomparsi. Se i componenti venissero dichiarati retroattivamente usurati, ciò potrebbe indicare un tentativo organizzato di cancellarne la tracciabilità.

Come osservato dal quotidiano italiano la Repubblica, una pista investigativa non verificata suggerisce che i pezzi potrebbero essere stati dirottati verso il Sud America, in particolare verso il Brasile, dove alcuni di questi tipi di aeromobili sono ancora utilizzati dall’Aeronautica Militare brasiliana.

L’AMX è stato sviluppato attraverso una cooperazione italo-brasiliana, ma con l’interruzione delle linee di produzione reperire componenti critici originali per l’operatività di aeromobili più datati sta diventando sempre più difficile.

Per questo motivo, l’indagine sta verificando se tali componenti certificati siano stati reintrodotti in circuiti di domanda internazionale. Mentre l’inchiesta è ancora in corso, le autorità non hanno divulgato ulteriori dettagli.

Foto: Wikimedia Commons. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione.

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