L’Ucraina colpisce due aerei anfibi Be-12 in Crimea con droni d’attacco

Beriev Be-12. Foto illustrativa: Wikimedia
Beriev Be-12. Foto illustrativa: Wikimedia

Le Forze di Difesa dell’Ucraina hanno colpito due aerei antisommergibile Be-12 nella Crimea temporaneamente occupata utilizzando droni d’attacco.

L’informazione è stata diffusa dallo Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina, che ha pubblicato un’immagine del presunto attacco avvenuto nella notte del 21 febbraio 2026.

Secondo il comunicato, gli aeromobili sono stati colpiti nella città di Yevpatoria, all’interno del territorio del locale stabilimento di riparazione aeronautica. Tradizionalmente, questi velivoli sono basati sull’aerodromo di Kacha, nei pressi di Sebastopoli, il che lascia supporre che i bersagli fossero in manutenzione o riparazione al momento dell’attacco.

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Possibili bersagli: aeromobili in manutenzione o dismessi

Secondo gli analisti militari, esistono due ipotesi principali sull’attacco. La prima è che le Forze di Difesa abbiano preso di mira aeromobili operativi trasferiti per manutenzione. La seconda riguarda velivoli dismessi o confiscati dopo l’occupazione della Crimea da parte della Russia nel 2014, che potrebbero essere utilizzati come fonte di pezzi di ricambio.

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A Yevpatoria rimangono, ad esempio, diversi Be-12 appartenenti alla 10ª Brigata di Aviazione Navale della Marina ucraina, che non poterono essere trasferiti in territorio controllato da Kiev dopo l’annessione della penisola.

Che cos’è il Be-12

Il Be-12 è un aereo anfibio progettato per il pattugliamento marittimo a lungo raggio. Dotato di galleggianti, il velivolo può ammarare, una caratteristica che ne aumenta la versatilità nelle missioni di ricerca e soccorso.

Nel Mar Nero, la Russia utilizza questi aerei principalmente per contrastare i droni navali ucraini. I velivoli effettuano pattugliamenti marittimi e attaccano obiettivi di superficie individuati con bombe aeree.

Poiché il Be-12 non è più in produzione dagli anni Settanta, la manutenzione della flotta dipende dalla cannibalizzazione di unità dismesse. Le stime indicano che l’aviazione navale russa dispone di meno di 20 esemplari operativi, impiegati sia per il pattugliamento sia per missioni di ricerca e soccorso.

Attacchi precedenti avevano già indebolito la flotta

L’episodio avviene a mesi di distanza da un’operazione analoga. Nel settembre 2025, droni dell’unità speciale Ghost, collegata alla Direzione Principale dell’Intelligence del Ministero della Difesa ucraino, colpirono due aerei Be-12 sull’aerodromo di Kacha.

All’epoca, poiché gli aeromobili erano parcheggiati all’aperto, gli operatori riuscirono a causare danni selettivi, compromettendo le capacità antisommergibile russe nel Mar Nero. Immagini satellitari diffuse successivamente confermarono la distruzione di un aereo da trasporto An-26 e i danni a due velivoli antisommergibile.

Il nuovo attacco a Yevpatoria, se confermato, rappresenta un ulteriore colpo a una flotta già limitata e difficile da rimpiazzare, aumentando la pressione sui mezzi di pattugliamento marittimo russi nella regione.

+ Video: Rostec invia un lotto di veicoli corazzati di riparazione e recupero alle truppe

Fonte e immagini: Facebook – Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina (@GeneralStaff.ua) | Wikimedia | Flickr | militarnyi. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione.

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