
L’Italia ha formalizzato il piano di trasferire la portaerei Garibaldi all’Indonesia, un’iniziativa che richiede ancora l’approvazione del Parlamento italiano.
La misura rientra in una strategia più ampia di rafforzamento della cooperazione militare tra i due Paesi e amplia la presenza di Roma nell’Indo-Pacifico, una regione considerata prioritaria nell’attuale scenario geopolitico.
La nave, posta in riserva il 31 dicembre 2024 dopo quasi 40 anni di servizio, sarà ceduta senza costi di acquisizione, sebbene la preparazione alla consegna comporti una spesa di circa 63,8 milioni di dollari. Secondo il governo italiano, l’unità sarà trasferita priva di capacità offensive, mantenendo solo i sistemi essenziali per la navigazione, la sicurezza e l’abitabilità. Qualora l’accordo non dovesse andare avanti, la dismissione definitiva potrebbe richiedere fino a due anni e generare costi aggiuntivi significativi.
Nella Marina Militare italiana, la Garibaldi è stata sostituita dalla nave d’assalto anfibio Trieste, mentre il ruolo principale di portaerei è passato al Cavour, in grado di operare i caccia F-35B Lightning II. L’Indonesia intende trasformare la nave nella propria futura ammiraglia, con particolare attenzione alle operazioni con elicotteri, velivoli senza pilota e missioni di comando e controllo, oltre all’impiego in operazioni umanitarie e di risposta alle catastrofi.
A tal fine saranno necessarie modernizzazioni della piattaforma e del sistema di combattimento. L’italiana Leonardo dovrebbe guidare l’aggiornamento tecnologico, includendo miglioramenti destinati alle operazioni subacquee con la partecipazione di Drass, mentre l’industria navale indonesiana sarà responsabile delle modifiche strutturali dopo la consegna. L’accordo è considerato vantaggioso per entrambe le parti: l’Indonesia amplia rapidamente le proprie capacità navali e l’Italia riduce i costi di dismissione, rafforzando al contempo la propria industria della difesa sul mercato internazionale.
Fonte: Naval News | Foto: X @NichoConcu | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale
