La Russia utilizza un drone al 100% cinese per ingannare le difese ucraine, rivela l’intelligence

Rússia usa drone 100% chinês para enganar defesas ucranianas, revela inteligência
La Russia utilizza un drone al 100% cinese per ingannare le difese ucraine, rivela l’intelligence (X @Maks_NAFO_FELLA)

L’Ucraina ha identificato un nuovo drone russo utilizzato come esca per saturare e individuare i sistemi di difesa aerea, con un dettaglio allarmante: tutti i suoi componenti sono di fabbricazione cinese.

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Secondo la Direzione dell’intelligence della difesa (GUR), il velivolo ha una forma ad ala delta, simile al modello iraniano Shahed-136, ma più piccolo, ed è in grado di trasportare testate fino a 15 kg. La scoperta rafforza le prove che la Cina, pur dichiarandosi neutrale, sta giocando un ruolo chiave nello sforzo bellico di Mosca.

Quasi la metà dei componenti del drone — tra cui il controller di volo, i sensori e i moduli di navigazione — è prodotta da CUAV Technology, un’azienda cinese che nel 2022 aveva promesso di sospendere le vendite a Russia e Ucraina per evitare usi militari. Tuttavia, nel 2023, i russi hanno presentato un UAV a decollo verticale che si è rivelato essere un prodotto commerciale di CUAV venduto su AliExpress. L’attuale modello indica però un salto tecnologico: non si tratta di un acquisto diretto, ma di un assemblaggio locale con componenti cinesi.

Oltre ai sistemi CUAV, il drone incorpora un motore DLE-60, servocomandi KST, fotocamere Foxeer e trasmettitori ReadyToSky — tutti di origine cinese. Un elemento chiave è la copia del modulo australiano RFD900x, che consente comunicazioni a lungo raggio (fino a 40 km), ampliando le capacità di ricognizione. Gli stessi componenti sono già stati individuati in altri droni russi, come il Geran-2 (versione dello Shahed) e il V2U, usato per attacchi autonomi con intelligenza artificiale.

La dipendenza tecnologica della Russia dalla Cina va ben oltre i droni. Secondo alcuni rapporti, Pechino avrebbe fornito dai laser antiaerei alle fibre ottiche per estendere la portata degli UAV controllati via cavo — una tecnologia immune alle interferenze elettroniche. Mentre la Corea del Nord rifornisce Mosca di munizioni e truppe, la Cina fornisce il “cervello” della macchina da guerra: chip, sistemi di navigazione e componenti critici che aggirano le sanzioni occidentali.

Il caso mette in luce il gioco geopolitico di Pechino. In conversazioni private, il ministro degli Esteri Wang Yi avrebbe ammesso che la Cina non vuole una sconfitta della Russia, perché ciò permetterebbe agli Stati Uniti di concentrarsi maggiormente sul contenimento cinese. Per l’Ucraina, i droni 100% cinesi sono la prova concreta che la “neutralità” dichiarata da Pechino è, nei fatti, un sostegno indiretto che mantiene in corso la guerra e in funzione l’industria bellica russa.

Fonte: The War Zone / Militarnyi | Foto: X @Maks_NAFO_FELLA | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione

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