La Corea del Sud sostituisce l’F-35B con droni su una nuova portaerei

Coreia do Sul substitui F-35B por drones em novo porta-aviões, priorizando economia e autonomia na defesaLa Corea del Sud sostituisce l’F-35B con droni su una nuova portaerei, puntando su economia e autonomia nella difesa (Sergey Koznov – Unsplash)

La Corea del Sud ha deciso di rivedere il suo piano per la costruzione di una portaerei leggera, rinunciando all’acquisto dei caccia statunitensi F-35B a favore dell’uso di droni prodotti nel paese.

Il cambiamento riflette una strategia volta a una maggiore autonomia nella difesa e alla riduzione dei costi, poiché l’acquisto e la manutenzione degli F-35B sono considerati troppo costosi. Al contrario, il nuovo progetto privilegia l’uso di velivoli a pilotaggio remoto (droni) per missioni di ricognizione, sorveglianza e attacco, mantenendo solo un numero limitato di elicotteri con equipaggio per operazioni specifiche.

Il piano originale, avviato sotto l’ex presidente Moon Jae-in, prevedeva la costruzione di una portaerei da 30.000 tonnellate con la capacità di ospitare 20 F-35B entro il 2033. Ora, il nuovo concetto include l’uso di diversi tipi di droni, inclusi modelli kamikaze, con un focus su operazioni navali più moderne.

La nave sarà adattata per servire come nave di comando, in grado di coordinare operazioni di attacco, sbarco, sicurezza e salvataggio in mare aperto.

Oltre alla modernizzazione tecnologica, l’economia è uno dei fattori principali del cambiamento. Il progetto precedente sarebbe costato circa 5,1 miliardi di dollari, ma il nuovo formato con i droni promette di ridurre i costi di diversi miliardi.

HD Hyundai è stata incaricata dello sviluppo del nuovo concetto, e l’approvazione finale del piano è prevista per la fine di maggio. Se il piano sarà approvato entro la fine dell’anno, la costruzione della nuova portaerei potrebbe iniziare nella seconda metà degli anni 2030.

Fonte: Militarnyi | Foto: Unsplash | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA ed è stato revisionato dal team editoriale

Back to top