
Il cacciatorpediniere britannico HMS Dragon, della classe Type 45, ha finalmente lasciato il porto di Portsmouth questo martedì (10) diretto verso il Mediterraneo orientale per rafforzare la difesa degli interessi britannici nella regione.
La missione avviene nel mezzo dell’aumento delle tensioni in Medio Oriente e dopo attacchi con droni collegati all’Iran contro obiettivi associati al Regno Unito.
Tuttavia, la partenza della nave è stata accompagnata da forti critiche e interrogativi sul ritardo nella risposta militare britannica, mettendo in luce problemi di prontezza e logistica della Royal Navy.
Invio tardivo nel mezzo dell’escalation di tensioni
La decisione di inviare l’HMS Dragon è arrivata dopo che attacchi con droni hanno colpito aree vicine alla base aerea britannica di RAF Akrotiri, a Cipro. Il cacciatorpediniere è stato dispiegato per rafforzare la difesa aerea della regione, utilizzando il sistema missilistico Sea Viper, capace di intercettare droni, aerei e missili ad alta velocità.
Con circa 200 membri di equipaggio, la nave è considerata una delle principali piattaforme di difesa aerea della marina britannica e può tracciare centinaia di obiettivi contemporaneamente, lanciando diversi missili quasi simultaneamente per neutralizzare le minacce.
L’imbarcazione dispone anche del supporto di elicotteri Wildcat armati con missili Martlet, destinati a intercettare droni e altre minacce aeree.

Problemi di manutenzione e logistica hanno ritardato la missione
Nonostante il discorso ufficiale di risposta rapida, informazioni diffuse dalla stampa britannica indicano che l’invio della nave è stato ritardato da problemi di manutenzione e questioni contrattuali nel cantiere navale.
L’HMS Dragon si trovava in bacino di carenaggio per lavori di manutenzione e ha avuto bisogno di una preparazione accelerata prima di poter salpare. Normalmente questo tipo di preparazione richiederebbe circa sei settimane, ma è stato compresso in soli sei giorni per consentire lo schieramento emergenziale.
Nonostante ciò, il ritardo ha generato controversie. Alcuni rapporti indicano che parte del lavoro è stata ostacolata da restrizioni contrattuali che limitavano gli straordinari e il lavoro nei fine settimana, costringendo il Ministero della Difesa a intervenire per accelerare le riparazioni.
Sono emerse anche critiche secondo cui il cantiere navale responsabile operava con orari d’ufficio, il che avrebbe contribuito a ritardare la preparazione dell’imbarcazione.
Critiche politiche e dubbi sulla capacità navale britannica
Il ritardo ha alimentato critiche nel panorama politico britannico. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha affermato che il cacciatorpediniere sta partendo “solo dopo settimane di esitazione”, evidenziando preoccupazioni sulla velocità di risposta del governo di fronte alla crisi.
Gli esperti sottolineano inoltre che l’episodio rivela un problema più ampio: la scarsità di navi disponibili nella Royal Navy. Dei sei cacciatorpediniere Type 45, diversi si trovano in differenti fasi di manutenzione o modernizzazione, riducendo la capacità di risposta immediata della flotta.
Inoltre, la presenza navale britannica in Medio Oriente è stata ridotta negli ultimi anni, contribuendo alla percezione che il Regno Unito abbia impiegato troppo tempo per reagire all’escalation delle minacce.
Missione cruciale
L’HMS Dragon affronta ora un viaggio di circa 3.000 miglia nautiche fino al Mediterraneo orientale, che potrebbe richiedere circa una settimana per raggiungere l’area delle operazioni.
Sebbene il cacciatorpediniere sia in grado di offrire una difesa aerea avanzata contro droni e missili, gli analisti avvertono che il suo arrivo potrebbe avvenire quando la fase più critica della crisi sarà già passata, sollevando dubbi sull’efficacia dell’invio tardivo.
Nel frattempo, la Royal Navy insiste sul fatto che l’equipaggio e i sistemi della nave siano completamente pronti per la missione. Il comandante dell’imbarcazione, Iain Giffin, ha affermato che il team ha lavorato intensamente per garantire la piena prontezza della nave.
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Fonte e immagini: Royal Navy. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale.
