
Gli Stati Uniti hanno aumentato drasticamente il numero di voli di ricognizione vicino a Cuba, in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e L’Avana.
Secondo il portale ucraino Militarnyi, che ha citato informazioni della CNN, gli aerei di sorveglianza americani stanno effettuando missioni sempre più frequenti nella regione dei Caraibi nelle ultime settimane.
Secondo i dati di tracciamento aereo analizzati dal media, i voli sono stati effettuati da aerei da intelligence elettronica RC-135 Rivet Joint, aerei da pattugliamento marittimo P-8 Poseidon e droni strategici RQ-4 Global Hawk. Le missioni avrebbero l’obiettivo di monitorare movimenti militari e comunicazioni sull’isola.
L’intensificazione delle operazioni avviene dopo una serie di minacce di Trump contro il governo cubano. Negli ultimi mesi, Washington ha aumentato la pressione economica su L’Avana e ha minacciato di imporre nuove sanzioni ai Paesi che continuano a fornire petrolio all’isola.

L’aumento dell’attività militare americana nei Caraibi avviene anche nel contesto dell’operazione Southern Spear, una missione guidata dagli Stati Uniti ufficialmente orientata al contrasto del narcotraffico e alla sicurezza regionale. Dalla fine del 2025, gli Stati Uniti hanno ampliato la presenza navale e aerea nella regione, comprese pattuglie vicino al Venezuela e a Cuba.
Nel frattempo, le autorità cubane accusano Washington di promuovere l’intimidazione militare e di tentare di destabilizzare il governo dell’isola. L’attuale crisi è considerata la più grave tra i due Paesi da anni, portando gli analisti a paragonare lo scenario al periodo di maggiore tensione nei Caraibi durante la Guerra fredda.
Foto: Fighterbomber. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale.
