
Gli Stati Uniti hanno condotto attacchi contro imbarcazioni della marina iraniana vicino allo Stretto di Hormuz, distruggendo diverse navi, tra cui 16 specializzate nella posa di mine navali.
L’offensiva avviene nel mezzo dell’aumento delle tensioni militari nella regione e dopo gli avvertimenti del presidente Donald Trump contro qualsiasi tentativo di bloccare la rotta strategica.
Secondo alcune segnalazioni, Teheran avrebbe iniziato a posare mine nel passaggio marittimo responsabile del trasporto di circa il 20% del petrolio consumato nel mondo. Se la rotta venisse interrotta, l’impatto sul commercio energetico globale potrebbe essere significativo, il che ha portato Washington a esigere che il traffico rimanga libero.
Le immagini diffuse dal Comando Centrale degli Stati Uniti mostrano imbarcazioni iraniane distrutte durante l’operazione. Nonostante le perdite, che secondo alcune fonti avrebbero già superato le 50 navi, l’Iran disporrebbe ancora di gran parte della sua flotta di piccole imbarcazioni e di navi posamine pronte a operare nella regione.
L’aumento dell’instabilità nello stretto sta già influenzando il mercato energetico globale. Il prezzo del barile di petrolio Brent è salito oltre i 119 dollari, circa il 65% in più rispetto al livello precedente al conflitto, prima di scendere sotto i 90 dollari, riflettendo la volatilità causata dalla guerra e dalla minaccia al flusso di petrolio attraverso questo corridoio marittimo.
Fonte: New York Post | Foto: X @CENTCOM | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale
U.S. forces eliminated multiple Iranian naval vessels, March 10, including 16 minelayers near the Strait of Hormuz. pic.twitter.com/371unKYiJs
— U.S. Central Command (@CENTCOM) March 10, 2026
