
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha diffuso nuove immagini di attacchi condotti durante l’Operazione Epic Fury, mostrando bombardamenti contro sistemi militari iraniani.
Secondo i militari statunitensi, la campagna ha già provocato una forte riduzione dei lanci di missili balistici e droni iraniani, soprattutto dopo le prime 24 ore delle operazioni.
Tra gli obiettivi colpiti vi era un sistema di difesa aerea situato presso la base aerea di Bushehr. Inizialmente classificato come un lanciatore di missili balistici, l’equipaggiamento è stato successivamente identificato come parte del sistema sovietico di difesa aerea S-200, noto in Occidente come SA-5. Il lanciatore faceva parte della rete di protezione della centrale nucleare situata nelle vicinanze.
L’installazione protetta dal sistema è la Bushehr Nuclear Power Plant, una delle principali strutture di produzione di energia nucleare dell’Iran, situata sulla costa del Golfo Persico. Il sistema colpito faceva parte di una struttura fissa di difesa aerea installata presso la Bushehr Airbase, con radar e piattaforme preparate per il lancio di missili a lungo raggio.
Progettato durante la Guerra Fredda, il sistema S-200 è stato sviluppato per proteggere installazioni strategiche da velivoli che operano ad alta quota e a lunga distanza. L’Iran mantiene versioni di questo sistema da decenni come parte della sua rete di difesa aerea stratificata, posizionando normalmente i lanciatori vicino a basi militari, centri industriali e installazioni nucleari considerate strategiche.
Fonte: Defence Blog | Foto: @CENTCOM | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale
Since the first 24 hours of Operation Epic Fury, Iranian ballistic missile and drone attacks have dropped drastically. pic.twitter.com/4Bpl5lZKD8
— U.S. Central Command (@CENTCOM) March 11, 2026
