
Il drone intercettore ucraino STING ha abbattuto un Shahed russo equipaggiato con motore a jet e armato con un missile aria-aria R-60, in un altro episodio che evidenzia l’adattamento crescente dei droni kamikaze nel conflitto.
Le immagini dello scontro sono state diffuse dalla compagnia Wild Hornets, mentre l’operazione è stata condotta da operatori del 1020° Reggimento di Missili Antiaerei e Artiglieria delle Forze Terrestri ucraine.
Secondo le informazioni divulgate, l’impatto ha colpito direttamente la parte posteriore del missile R-60, un’area che ospita componenti essenziali come il turbogeneratore e il motore di sostentamento. La collisione potrebbe aver causato l’esplosione del carburante solido o, almeno, reso inutilizzabile il razzo, impedendone l’uso contro obiettivi aerei.
Questo è stato il terzo caso confermato dell’uso, da parte della Russia, di droni kamikaze armati con missili R-60. Incidenti precedenti sono stati registrati a dicembre e gennaio, sebbene in uno di essi il missile recuperato non presentasse danni visibili, indicando che l’impatto potrebbe aver colpito solo la fusoliera del drone.
I Shahed modificati utilizzano un lanciatore APU-60-1MD adattato, doppie telecamere per navigazione e combattimento, comunicazione tramite modem cinese in rete mesh e sistemi di navigazione resistenti alle interferenze. Dopo il lancio, il missile R-60 guida autonomamente tramite infrarossi, con una portata stimata tra i 7 e gli 8 chilometri, dimostrando i progressi nei tentativi russi di trasformare i droni kamikaze in piattaforme ibride di difesa aerea.
Fonte: Militarnyi | Foto: X @wilendhornets | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale
Interception of a jet-powered Shahed carrying an R-60 air-to-air missile 🔥
The enemy is increasingly using UAVs as universal platforms for multiple roles.
Defenders of the 1020th Anti-Aircraft Missile Regiment put a stop to this, engaging the target with an interceptor STING. pic.twitter.com/PBavtVnGNR— Wild Hornets (@wilendhornets) 15 gennaio 2026
