
L’Ucraina ricorre a metodi improvvisati per fronteggiare l’ondata di droni lanciati dalla Russia.
Non riuscendo a fermare tutti gli attacchi solo con sistemi avanzati di difesa aerea, come i missili Patriot e i caccia F-16, il Paese ha messo in atto una strategia a bassa tecnologia: cacciare i droni utilizzando aerei a elica sovietici Yak-52, dai quali tiratori sparano con fucili e mitragliatrici contro gli obiettivi.
Secondo il Wall Street Journal, solo nell’ultimo anno la 11ª Brigata Aerea dell’Esercito ucraino è riuscita ad abbattere circa 120 droni in questo modo. La pratica ricorda i primi combattimenti aerei della Prima Guerra Mondiale, quando i piloti dovevano esporsi per sparare al nemico. Nonostante la semplicità, questa tattica è responsabile del 10-12% delle intercettazioni giornaliere di droni nel Paese.
Oltre agli spari, i piloti utilizzano anche una tecnica ereditata dai britannici: inclinano le ali dei loro aerei per deviare i droni dalla traiettoria. Tuttavia, i rischi aumentano man mano che Mosca modernizza la propria tecnologia, rendendo i cacciatori di droni più vulnerabili. A luglio, il comandante della brigata, Kostyantyn Oborin, noto come “Kamikaze”, è morto dopo essere stato colpito da un missile balistico russo.
Fonte: New York Post | Foto: X @front_ukrainian | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale
❗️The Wall Street Journal story about the work of a 🇺🇦Ukrainian unit that uses Soviet Yak-52 training aircraft to combat 🇷🇺Russian drones. pic.twitter.com/rbsrhTpDr8
— 🪖MilitaryNewsUA🇺🇦 (@front_ukrainian) August 25, 2025
