
Lo sviluppo dell’E-130J Phoenix II, il nuovo “aereo dell’apocalisse” della Marina degli Stati Uniti, ha subito un ritardo di circa un anno dopo che il Government Accountability Office (GAO) ha concluso che i rischi tecnici segnalati in precedenza hanno iniziato a incidere direttamente sul calendario del programma.
L’aereo è stato progettato per sostituire la flotta ormai datata di E-6B Mercury nella missione TACAMO, responsabile del mantenimento delle comunicazioni con i sottomarini nucleari e della trasmissione di ordini strategici anche quando si trovano in immersione.

Secondo il rapporto dell’organo di controllo, la principale difficoltà riguarda l’integrazione dei complessi sistemi di missione nel C-130J-30 Hercules, la piattaforma scelta per dare origine all’E-130J. Gli appaltatori hanno dovuto modificare apparecchiature già esistenti per ridurne il peso e adattarle all’aereo, mentre il GAO afferma che la Marina non ha ancora presentato documenti che dimostrino che il programma stia procedendo secondo la pianificazione ufficialmente divulgata.
Oltre a operare praticamente su tutte le bande di comunicazione militare, l’E-130J sarà dotato di sistemi crittografati, protezione contro gli impulsi elettromagnetici, rinforzi contro gli attacchi informatici e un’antenna retrattile di circa 8 chilometri per mantenere il contatto con i sottomarini in immersione. La revisione critica del progetto è prevista per la fine del 2027, mentre la decisione di avviare la produzione a bassa cadenza è stata rinviata ad aprile 2029.

Nonostante i limiti del C-130J rispetto al vecchio E-6B, come una velocità e una quota di volo inferiori, la nuova piattaforma offre vantaggi logistici, costi di manutenzione più bassi e la capacità di operare su piste più corte e basi improvvisate. Mentre il programma affronta ritardi, la Marina dovrà mantenere in servizio più a lungo i veterani E-6B Mercury, poiché questi velivoli saranno ritirati dalle operazioni solo man mano che i nuovi E-130J verranno incorporati nella flotta.
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Fonte: The War Zone | Foto: Navair | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione
