
Il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SSU) ha condotto un’offensiva con droni contro obiettivi strategici russi nella Crimea occupata, colpendo un caccia MiG-31, tre navi da guerra e importanti strutture militari a Sebastopoli e presso l’aeroporto di Belbek.
L’operazione ha preso di mira la base della Flotta del Mar Nero e installazioni legate all’aviazione e alla difesa aerea.
Tra gli equipaggiamenti colpiti figurano navi da sbarco e una nave da ricognizione, oltre a un centro di addestramento, sistemi radar e unità di intelligence. Vi sono inoltre indicazioni secondo cui un intercettore MiG-31 nella versione BM sarebbe stato distrutto, ampliando l’elenco delle perdite dell’aviazione russa nel corso del 2025, che comprende già diversi aerei ed elicotteri.

Secondo le autorità ucraine, le azioni rientrano in una strategia di progressivo indebolimento della capacità militare russa, colpendo settori chiave come la flotta, l’aviazione e i sistemi di difesa. L’obiettivo è ridurre la capacità di Mosca di coordinare e pianificare nuove offensive.

Rapporti di monitoraggio indicano che l’attacco è avvenuto in due ondate durante la notte, con esplosioni registrate in diversi punti di Sebastopoli, comprese aree militari e aeroporti. Sebbene le autorità locali abbiano affermato di aver neutralizzato decine di droni, residenti della regione hanno segnalato danni a strutture strategiche.
Russian ships in Sevastopol as well as a MiG-31 fighter at Belbek airbase seen through the cameras of SBU drones during an overnight raid on Russian military targets in Crimea. https://t.co/uSztJruk2T pic.twitter.com/OioCqhhxEz
— Special Kherson Cat 🐈🇺🇦 (@bayraktar_1love) April 26, 2026
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Fonte: Militarnyi | Foto: X @bayraktar_1love | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione
